DATAVISUAL nasce nella fase di ripresa dopo la pandemia — la «nuova normalità» — e da una domanda che in quel momento riguardava tutta la formazione professionale: come deve cambiare la didattica dopo i cambiamenti culturali e sociali portati dal Covid-19. Le risposte che il progetto individua sono concrete: sostenere insegnanti e formatori nel produrre soluzioni di e-learning, realizzare materiale professionale online specifico, superare gli ostacoli di accesso a internet che pesano su alcuni gruppi — a partire dalle persone migranti e dalle famiglie a basso reddito — e certificare le nuove competenze in modo digitale.
Il progetto legge la digitalizzazione dei corsi non come un rimedio d’emergenza ma come l’occasione per introdurre metodi di apprendimento nuovi. E individua un effetto collaterale della digitalizzazione su cui intervenire: l’aumento della disoccupazione fra i graphic designer. Le competenze di visualizzazione dei Big Data diventano così la leva per riqualificare professionisti e designer disoccupati e per aprire ai giovani un percorso formativo innovativo.
C’è infine una dimensione di merito: far conoscere la strategia europea sui Big Data e ciò che la distingue dalle strategie degli altri attori globali, cioè il porre i valori europei, i diritti fondamentali e le persone al centro. Il partenariato riunisce cinque organizzazioni di Malta, Italia, Svizzera e Irlanda; Fondazione Luigi Clerici è il partner italiano insieme a i-strategies.