eiVET porta dentro la formazione degli adulti una materia che di solito le resta accanto: l’intelligenza emotiva. La tesi del progetto è che integrare la scienza e la metodologia dell’intelligenza emotiva nel processo formativo ne migliori l’efficienza e il successo dopo il corso — cioè nel momento che conta, quello dell’ingresso o del rientro nel mercato del lavoro — e che questo sia uno degli strumenti per affrontare la disoccupazione aggravata dalla crisi economica seguita al Covid-19.
Il progetto lavora su due gruppi di destinatari tenuti insieme: da un lato esperti e tutor dei centri di formazione professionale, delle organizzazioni sociali e delle imprese — persone con almeno cinque anni di esperienza come formatori e abituate a lavorare con utenze molto diverse; dall’altro i discenti che di quei corsi sono gli utenti finali, occupati e disoccupati, persone poco qualificate, giovani e migranti.
Il partenariato riunisce cinque organizzazioni di Bulgaria, Italia, Grecia e Slovacchia, con capofila Technical Training Bulgaria e, accanto agli enti di formazione, una fondazione specializzata proprio nello sviluppo dell’intelligenza emotiva e un’università slovacca. Fondazione Luigi Clerici ha partecipato come partner italiano.