VRinVET porta la realtà virtuale dentro l’aula della formazione professionale, e lo fa partendo dagli insegnanti: sono loro a sperimentarne l’uso, su tre terreni concreti — la matematica, la comunicazione in inglese e l’ambito elettrico. La realtà virtuale permette anche una cosa che prima richiedeva un viaggio: far fare agli studenti esperienze all’estero e incontrare coetanei di altri paesi senza uscire dalla classe.
I vantaggi che il progetto riconosce a questo approccio sono cinque, e riguardano tutti il modo in cui si sta in classe: sostituire il libro di testo con esperienze didattiche interattive; favorire l’interazione fra pari, perché gli studenti sono spinti a lavorare insieme; motivare e coinvolgere, perché la tecnologia cattura l’attenzione; includere, perché ogni studente può vivere l’esperienza, anche chi ha bisogni speciali; e stimolare immaginazione e pensiero creativo, portando i ragazzi fuori dall’aula.
Gli ambienti virtuali scelti sono Altspace e GLUE, usati con i visori Oculus Quest II: funzionano come luoghi di incontro internazionali in cui insegnare, imparare, creare insieme e condividere con colleghi, studenti, esperti, visitatori e imprese. Il partenariato riunisce cinque organizzazioni di Finlandia, Danimarca, Italia, Spagna e Paesi Bassi, con capofila il consorzio finlandese Keuda; Fondazione Luigi Clerici è il partner italiano.