OpenArtLAB nasce da un’esigenza espressa dal territorio: il quartiere Niguarda, nella periferia nord di Milano. Un quartiere isolato e poco collegato dai mezzi di trasporto, con il forte rischio di emarginazione e l’alto grado di disuguaglianze socioculturali che caratterizzano le periferie delle grandi città — e, insieme, con una presenza notevole di beni culturali portatori di valore.
Il primo fra questi è Villa Clerici con la GASC, la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei. L’assunto che guida l’iniziativa è che l’arte e la cultura siano strumenti essenziali per aumentare l’attrattività dei territori e per favorire lo sviluppo di un’identità sociale capace di ridurre le distanze e di combattere le condizioni di esclusione.
Di qui il progetto: rendere la villa, i suoi giardini e la sua collezione «un luogo sempre più aperto di produzione culturale nella periferia nord di Milano», con una web app, una stagione di laboratori di arte e tecnologia e una rassegna di musica e parole. Perché l’accessibilità, come scrive il progetto, non si declina solo nell’eliminazione delle barriere fisiche: si attua nella molteplicità di relazioni che un museo è in grado di instaurare.